àcqua (ant. àqua) s. f. [lat. aqua]. – 1. Composto chimico di formula H2O (costituito cioè di idrogeno e ossigeno in rapporto di 2:1), diffuso in natura nei suoi tre stati d’aggregazione: solido, liquido e aeriforme

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Acqua.

Acqua che cade, che fluisce, che precipita, che ristagna.

Acqua dolce e salata.

Acqua limpida e spumeggiante. Acqua torbida, fangosa, limacciosa.

Acqua che irrompe, inonda, allaga, erode, trascina, scava, soverchia.

Acqua che culla, lambisce, accarezza, solletica.

Acqua che idrata, che rinfresca, che nutre.

Acqua, causa di morte. Acqua, fonte di vita.

“In tutto l’universo non vi è nulla di più morbido e debole dell’acqua. Ma nulla le è pari nel suo modo di opporsi a ciò che è duro. Nulla può modificare l’acqua. Che la debolezza vinca la forza, che la morbidezza vinca la durezza ognuno sulla terra lo sa, ma nessuno è in grado di fare altrettanto.”   (Lao Tzu)

“Be water, my friend.”   (Bruce Lee)

pulizie

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Così come si fanno le pulizie di primavera, sarebbe bene farle anche ad inizio autunno. Perchè poi settembre è un nuovo inizio: alla fine dell’estate, dopo ferie, caldo, vacanze, e “pigrizia da calura”, si riprende l’attività, sia lavorativa che domestica. Le temperature si fanno più accettabili e abbiamo meno scuse per non fare niente. Ci sono tante cose da fare, lasciate in sospeso, ignorate, nella torrida estate che ancora stiamo vivendo; ma ora arriverà una perturbazione, ci dice il servizio meteo, che abbasserà vistosamente le temperature e bagnerà abbondantemente la terra riarsa … speriamo senza fare troppi danni, che non ne abbiamo bisogno.

Sarà quindi tempo di programmare le piantagioni nell’orto e nel giardino, fare piazza pulita delle piante che non hanno resistito alla siccità o ai parassiti, riordinare vasi e contenitori, preparare il terreno ad accogliere le nuove piante; se il terreno è in “tempera”, e dovrebbe esserlo, trascorsi 3-4 giorni da una bella piovuta, si farà meno fatica a lavorarlo. Con il terreno molto bagnato invece è opportuno estirpare infestanti, perchè si estraggono facilmente dalla terra. Adesso è un momento ottimo per mettere a dimora alberi e arbusti, e i vecchi contadini dicevano che a piantare a settembre si guadagnava un anno. “Pianta gli alberi per S. Michele e guardali crescere” dicono gli Inglesi, che di giardini se ne intendono.

In casa si può imbiancare, se vogliamo davvero darci da fare; dare l’impregnante o la vernice agli infissi; lavare i vetri resi opachi dalla sabbia africana; pulire le stanze da cima a fondo, letteralmente. Si comincia dal soffitto, poi lampadari, pareti, tende, mobili, librerie (e libri), si spolvera, si aspira o si spazza, e infine si lavano i pavimenti. Se siamo bravi, cogliamo anche l’occasione per liberarci di oggetti inutili, superflui o rotti e facciamo ordine. E si respira aria di pulito. Di un nuovo inizio.

“E so’ problemi”

e so' problemi

Oddio … problemi, mo’ proprio problemi no. Intralci, impicci, ostacoli, noie, seccature. Risolvibili, con tanta o poca fatica, ma risolvibili. Ma quando te ne piovono addosso più di una al giorno, quando una giornata media ti sembra una corsa ad ostacoli, una 3.000 siepi anche un pò in salita, se vogliamo, allora ti si insinua l’idea di essere vittima quantomeno di una maledizione congiunta anche ad un quadro astrale negativo!

Invece no; è vita, cose normali, e se ti guardi intorno trovi di sicuro chi sta peggio di te, e che i problemi li ha davvero. Io che sono umbra, penso ad esempio ai miei conterranei di Norcia, che hanno perso la casa per il sisma del 2016, e che ora stanno in “casette” di fortuna, con i pochi averi salvati, che non sanno se e quando potranno tornare nelle loro case. Oppure, in questi giorni, a chi vive e abita a Ischia. O ai tanti che la crisi economica ha colpito, e che sono senza lavoro, e si arrabattono per portare a casa qualcosa e continuare ad andare avanti. Per non parlare di chi ha perso familiari, o la salute.

E però, Einstein centra: tutto è relativo, anche i problemi.

Basta cambiare prospettiva, visuale; qualche bell’esercizio di respirazione; il pensiero che adesso è adesso, ma se mi rimbocco le maniche, senza lamentarmi, domani sono già un passo avanti; e panta rei.

Erbacce

imagesAmaranto (Amaranthus retroflexus)

Porcellana, Amaranto, Occhi della Madonna, Lingua di Cane, Gramigna, Pisciacane … questi i nomi popolari di alcune delle più comuni infestanti dei terreni; la gente in genere le chiama “erbacce”. In gergo tecnico invece sono “infestanti”, cioè piante che crescono dove noi non le vogliamo. Ralph Waldo Emerson diceva: “un’erbaccia è una pianta di cui non sono ancora state scoperte le virtù”. In realtà sono davvero molte le infestanti, le erbacce, di cui sono note le proprietà mangerecce o medicinali da secoli; piante che hanno costituito buona parte dei pasti dei poveri, che potevano mangiare, spesso, solo quello che cresceva selvatico, ancora fino agli anni ’50. Cadute nel dimenticatoio, ora vengono riscoperte, anche da Chef e Cuochi famosi, ma soprattutto da tante persone, attirate anche dalla possibilità di mangiare qualcosa che costa solo lo sforzo di raccoglierla … siamo in tempi di crisi, e tutto fa brodo … o zuppa … o insalata!

La Porcellana (Portulaca oleracea) si presta bene ad essere utilizzata in insalata, ed è ricca di Omega 3, di sali minerali, potassio e vitamine;

l’Amaranto (Amaranthus retroflexus), si mangia leggermente lessato, come gli spinaci, e ripassato in padella con olio e aglio, e magari un pizzico di peperoncino; è ricco di vitamine A e C, di magnesio e ferro.

Pisciacane, o Tarassaco (Taraxacum officinalis), si può mangiare sia crudo in insalata che cotto; contiene vitamine, sali minerali, steroli e principi amari, che ne fanno, insieme alla Cicoria, un ottimo depurativo, diuretico, epato-protettore.

La Gramigna, odiosa e terribile infestante, conserva proprio nei suoi nefasti stoloni i migliori principi attivi: vitamine A e B, potassio e ferro; è diuretica, depurativa e aiuta ad eliminare i calcoli renali.

E queste sono solo alcune delle tante erbacce che possono essere mangiate o usate per curarsi!

Ma, attenzione: mai abusarne, mangiandone in modo continuativo o eccessivo; queste piante hanno anche controindicazioni. La Porcellana, ad esempio, contiene ossalati, che possono indurre la formazione di calcoli! D’altronde la Natura ci ha fornito di tanta scelta e quindi le piante possono essere variate senza che si causino problemi di accumulo.

La prossima volta che vedete un’erbaccia …. guardatela come se fosse un piccolo tesoro!

L’estate sottovetro

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L’estate ha molti colori e molti sapori. A casa mia l’estate prende il colore e il sapore delle more e delle bacche di sambuco. Nonostante la stagione siccitosa, i rami dei rovi e del sambuco si piegano come ogni anno sotto il peso dei frutti, magari un pò più piccoli e meno succosi, ma sempre profumati e ricchi di tante virtù. Sì, perchè sia le more sia le bacche di sambuco sono ricche di antociani, responsabili del colore viola/blu e anti-ossidanti appartenenti alla famiglia dei flavonoidi. Apportano numerosi benefici: proteggono dalla fragilità capillare e hanno proprietà anti-tumorali, tanto per citarne due.

Come ogni anno raccolgo le more collezionando la solita serie di graffi e tagli, e completo l’opera tingendomi le mani di un bel blu/viola; poi raccolgo le bacche di sambuco, mi sporco un pò di meno, perchè taglio il rametto principale, ma in compenso devo mettere i guanti nelle successive manipolazioni, altrimenti le mani mi rimangono blu per una settimana!

Con le more, che per la botanica sono infruttescenze chiamate “sorosi” (al singolare sorosio), ovviamente faccio la confettura, passata per eliminare il più possibile i semi che possono dare fastidio, e anche una grappa alle more: un delirio dei sensi!

Anche con le bacche di sambuco faccio la confettura, ma le mischio sempre con un pò di more, dato che non a tutti piace il sapore di queste bacche; inoltre la confettura ha proprietà lassative e l’unione con le more rende più blando questo effetto.

Quando le preparo la casa si riempie di un profumo meraviglioso e mi compensa ampiamente della fatica fatta … per non parlare di quando poi si spalmano su croccanti toast imburrati!

Cose che mi devo ripetere quasi ogni giorno

Risultati immagini per sedendo quietamente

La vita quotidiana ci insegue, ci risucchia, ci spinge e ci strattona; poi capita che ci lascia buttati a terra come stracci sporchi. Alla fine sono davvero pochi quei momenti in cui siamo consapevoli del fatto che ci sentiamo bene, senza dolori o acciacchi, con la giusta energia; o che siamo, in quel preciso momento, felici. O ancora, che stiamo facendo qualcosa che ci piace e ce la stiamo godendo un mondo.

Vale la pena ricordarsi ogni tanto che stiamo vivendo; in questo preciso attimo stiamo vivendo, respiriamo, il cuore batte, gli occhi leggono le parole, la mente le processa, e nel frattempo il sangue scorre, le fibre muscolari si contraggono o si rilasciano, i neuroni si attivano e formano ponti sinaptici, i villi intestinali estraggono i nutrienti, i reni filtrano.

Io devo stare attenta a non farmi fagocitare dalla quotidianità; a non passare da un’incombenza ad un’altra in automatico; a non arrivare svuotata di forze a sera; a non farmi mettere pressione da persone ed eventi.

Così, quasi ogni giorno ricordo a me stessa alcuni semplici concetti.

1. sedendo quietamente; è ormai quasi un mantra, soprattutto nei periodi più complessi. Deriva dal detto Zen “sedendo quietamente, senza far nulla, arriva la primavera e l’erba cresce da sè”. Mi aiuta a distaccarmi dall’ansia, dalle pressioni, a prendere tempo.

2. “tutt’ o munn è paese” ; ovunque si possono trovare brave persone, buone, oneste e cordiali; così come dappertutto si trovano delinquenti, criminali, cattivi.

3. less is more; viviamo in una società che ci spinge ad accumulare, a comprare, a consumare. A lavorare di più per guadagnare di più per comprare cose che in realtà sono superflue, di cui non abbiamo reale necessità. E’ un impulso molto forte e nessuno ne è immune.  Tutto ciò non aumenta però nè la qualità della vita nè la felicità personale.

4. ho tutto il tempo che mi serve; oggigiorno il tempo sembra non bastare mai. Spesso però lo impieghiamo male, impegnati in cose che potremmo anche evitare. Organizzarsi, dare priorità alle cose da fare e non perdere tempo in altre inutili, fa sì che sia sufficiente a fare ciò che è veramente importante.

5. solo 15 minuti; sempre a proposito di tempo e soprattutto di incombenze (domestiche, in genere) che ci sembrano come montagne insormontabili. Einstein fortunatamente ci viene incontro: il tempo è relativo. Un lavoro che pensiamo ci terrà impegnati per ore si può svolgere in frazioni di 15 minuti per volta. L’uso del timer aiuta a mantenere il focus … e a volte 15 minuti sono tutto quello che serve.

6. namaste; il saluto indiano ormai conosciuto in tutto il mondo. Letteralmente significa “mi inchino a te”. Ogni volta che sono di fronte ad una manifestazione della natura per la quale sono grata, e felice di essere viva.

Bucket list

images(La Spiaggia Urbani a Sirolo, nella Riviera del Conero)

“Bucket list” è un termine un pò difficile da tradurre dall’inglese; letteralmente significa “lista del secchio”, si intende una lista di cose da fare prima di morire. Attualmente è usato anche in modo più esteso, e la lista può contenere obbiettivi o luoghi da visitare o cose da fare.

L’anno scorso ho compiuto 55 anni. Così ho deciso di festeggiarmi per un mese intero, con trattamenti, libri, esperienze, luoghi, incontri. Ho redatto una Bucket list di quello che volevo fare in diversi ambiti: benessere, salute, cultura, svaghi. C’erano visite in luoghi dove volevo andare già da tempo, libri da leggere, attività fisica, ma anche lavori e incombenze procrastinati a data da destinarsi  (quelle cose famose del tipo” lo farò quando avrò più tempo”), e novità da concedersi: una nuova ricetta, un piatto etnico mai assaggiato, una crema, un profumo … stimoli, insomma, per il corpo, la mente e l’Anima. Sono riuscita, nonostante le attività quotidiane, a metterne a segno 21, delle cose che avevo elencato, ma in realtà erano di più, perchè c’erano anche voci che prevedevano una cadenza giornaliera (tai chi chuan e meditazione) o settimanale (trattamento scrub). E’ stata un’esperienza bellissima, vivificante e gratificante. E così ho deciso di ripeterla!

Ho buttato giù un elenco di massima … un programmino che mi accompagnerà fino a Settembre!

Ecco 10 delle idee che mi sono venute per rendere più stimolante la parte centrale dell’estate:

– un giorno in una SPA … a tutto benessere! Massaggi, trattamenti, magari anche piscina e relax!

– trasformare la vecchia e rotta cassapanca di vimini che sta in garage in un contenitore per fiori e piante; molto inglese, molto shabby chic. Un progetto che ho in mente da almeno 1 anno.

– andare al mare … non in una spiaggia qualsiasi, ma alla Spiaggia Urbani a Sirolo!

– leggere il libro “La Fisica dell’Anima” di Fabio Marchesi; la fisica quantistica, le più antiche filosofie e religioni del mondo, l’Anima.

– finire di leggere il libro “La sezione Aurea” di Mario Livio; tanta matematica, tanta geometria, interessantissimo e … impegnativo!

– Plank challenge! 30 giorni di plank, noto esercizio per tonificare i muscoli addominali, dorsali e i glutei; si prevede di arrivare a due minuti nella posizione dopo trenta giorni … se ci riesco, sarò tonica e scolpita? A settembre i risultati!

– cucinare 4 nuove ricette, che siano di dolci, primi, secondi o contorni, basta che siano nuove, mai provate.

– visitare le Grotte di Monte Cucco: è da un pò che ci voglio andare … e con poco più di 1 ora di auto, vale la pena!

– praticare Qi Gong almeno una volta alla settimana. Il Qi Gong è una pratica cinese che unisce la respirazione a movimenti lenti e che serve ad attivare i meridiani dell’energia; è sicuramente una pratica rilassante, ma sono ben noti i suoi positivi effetti sulla salute.

– fare una (o più) lezione di addestramento con il mio cucciolone; ho già un buon bagaglio di esperienza nell’educazione dei cani, ma imparare qualcosa in più farà bene a me e a lui!

L’estate si fa stimolante … 🙂

profumi nella notte

Ah … il profumo dei pini nella notte! Con il caldo, d’estate, i pini esalano intensi profumi, dolci eppure leggermente amarognoli, resinosi, balsamici. La luna si va arrotondando, spande la sua luce sempre più argentea e luminosa, il mondo di notte diventa un film di Elfi e di Fate.

Il profumo dei pini mi ricorda Vrsar, Ursera in italiano, siamo in Croazia, ed è tutto un rincorrersi di calette, isole, scogli … e pini! Il profumo dei pini si unisce a quello della salsedine, al venticello fresco e all’odore della grigliata di pesce. Ricordi di ore passate a nuotare sott’acqua con maschera, boccaglio e pinne, a pescare lumachine e cozze, a prendere il sole su scogli scomodissimi, circondata dall’acqua limpida color acquamarina, e turchese e cobalto.

I profumi scandiscono la nostra vita; accendono ricordi, richiamano sensazioni.

E’ l’anima che ci parla.

“Sit tibi copia, sit sapientia, formaque detur. Inquinat omnia sola superbia, si comitetur”

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(Ti sia data abbondanza, sapienza e bellezza. Inquina tutto solo la superbia, se commessa)

Questa è una frase incisa all’ingresso del Salone dei Cavalieri nel Krak des Chevaliers, in Siria. Fortezza imponente. Giudicata imprendibile. I Musulmani la conquistarono solo perchè i Cavalieri dell’ordine di S. Giovanni (Ospitalieri) si arresero, stretti in un assedio senza speranza, e solo perchè ebbero salva la vita. I Musulmani non risparmiavano MAI la vita agli Ospitalieri o ai Templari. Questi Ordini monastico-cavallereschi non pagavano riscatti per i loro combattenti presi prigionieri, ed inoltre i Musulmani conoscevano bene gli irriducibili guerrieri che erano. Dunque meglio morti, con l’onore delle armi, certo, che vivi.

Quanto avrei voluto visitare il Krak … ora non potrò più farlo; non in questa situazione di guerra, sangue, morti. E so che i fondamentalisti hanno fatto il possibile per distruggere il Krak, in quanto visto come emblema degli Infedeli.

Quanto avrei voluto leggere di persona questa incisione sulla pietra, che i Cavalieri dovevano vedere ogni volta che entravano nel Salone; a ricordargli l’umiltà, l’abnegazione, il sacrificio. Per me, che sono orgogliosa di natura, questa scritta è un monito e un memento.

La leggenda dice che, stante l’inimicizia tra l’ordine degli Ospitalieri e quello dei Templari, la scritta fosse rivolta in direzione della Fortezza di Chastel Blanc, sotto il controllo dei Templari, ritenuti orgogliosi e superbi.

Chissà … forse un giorno la guerra finirà. E la Fortezza di Krak des Chevaliers tornerà ad essere un’attrazione turistica, che porterà benefici all’economia della gente che vive in quei luoghi. E io potrò, come tanti altri, visitarla e provare la sensazione di stare ad un passo dal cielo.

Progresso

Che si intende per progresso? Attualmente se si chiede a qualcuno cosa è il progresso la risposta è invariabilmente legata a quello tecnologico, al massimo si fa riferimento a quello scientifico. Ogni giorno vengono fatte nuove scoperte scientifiche. Gli strumenti tecnologici a nostra disposizione vengono aggiornati costantemente, migliorati, ampliate le loro funzioni, resi più accattivanti nell’immagine e nelle possibilità di uso. Lavatrici “intelligenti” che mandano sms allo smartphone per annunciare che hanno finito il ciclo di lavaggio; forni, frigoriferi, friggitrici, e ogni sorta di elettrodomestico che sembrano (o sono?) più furbi e intelligenti di noi, più capaci. Le auto che ormai si guidano da sole, e se sbagli marcia (ma ormai sono quasi tutte a cambio automatico), manca poco che ti insultino per la tua pochezza! E noi? Quanto siamo progrediti, davvero, noi? Noi donne e uomini quotidiani, della strada, che usiamo (o siamo usati?) questi apparecchi senza veramente sapere come sono fatti, come funzionano, come si smaltiscono quando dobbiamo buttarli via perchè non funzionano più, che abbiamo fatto per migliorarci, per implementare le nostre capacità, le nostre funzioni?

Ecco, io la penso così: la tecnologia aiuta … eccome, se aiuta, se si pensa alle nostre nonne che lavavano a mano le lenzuola alle fonti pubbliche! La tecnologia, dicevo aiuta … ma a fronte di questo aiuto ci rende tutti un pò  schiavi; diventiamo ogni giorno “di meno” : meno intelligenti, le macchine pensano per noi, meno consapevoli, gli apparecchi ci evitano errori, meno capaci, le attrezzature fanno meglio e più velocemente di noi, meno forti e resistenti, non ne abbiamo più bisogno, siamo incentivati ad essere sempre più pigri e abituati ai comforts.

E allora? Allora dobbiamo capire che oltre a comprare il nuovo modello di smartphone, di auto, di computer, di lavatrice, abbiamo bisogno di implementare anche noi stessi; cercare di aumentare, migliorare, fortificare la nostra anima, la nostra mente, il nostro corpo! Giornalmente! Tutti i giorni che abbiamo da vivere. Imparare a fare una cosa nuova, sfidare i nostri limiti, acquisire nuove conoscenze, fare più movimento, prenderci un momento per riflettere su un argomento, una tendenza; meditare, pregare e prenderci cura della nostra anima.

Questo è progresso. Vero.