Rimboccarsi le maniche

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Rimboccarsi le maniche; naturalmente, vista la stagione, da non prendersi alla lettera. Anche se, per la verità,  le temperature si sono un po’ alzate, qui in Centro Italia, e qualche volta per lavorare meglio fuori è necessario …  togliersi la giacca! Rimboccarsi le maniche perchè è ora di darsi da fare in giardino e nell’orto. Le potature se non si sono già iniziate è bene cominciare … tra 15 giorni, a meno che vi siano grandi ritorni di freddo, cominceranno a germogliare alberi da frutto e a seguire tutti gli altri alberi e arbusti. Di quest’epoca pare sempre che si fa in tempo, che tanto è tutto fermo, è ancora inverno, invece no, la natura si sta già preparando al risveglio! Quindi, sotto, con forbici e seghetto, ma mi raccomando: mano leggera, per le piante,  i tagli che infliggiamo con la potatura sono ferite, dalle quali possono avere via libera attacchi fungini e parassitari. E se possibile coprire i tagli di potatura più grandi ( da 2-3 cm in su) con mastici o, meglio ancora, con una miscela composta da Vinavil (sì, proprio la colla) + Poltiglia Bordolese, al 2%. Il Vinavil, tipica colla da falegname, ha la proprietà di penetrare nelle fibre legnose e in questo modo veicola all’interno anche la Poltiglia Bordolese, quel prodotto che in campagna si chiama “verderame”. Quindi … rimbocchiamoci le maniche!

Pigrizia

 E vabbè, sono pigra; questo blog lo dimostra! Ne sono passati di mesi, e chissà quanti post avrei potuto scrivere. E sono anche una procrastinatrice d’eccellenza! E queste due cose vanno di pari passo: la pigrizia ti rende difficilissimo vincere l’inerzia iniziale, la procrastinazione fa allontanare sempre di più il momento di entrare in azione.  Certo l’ozio pure serve; ti fa staccare la spina, riposare mente e corpo e, spesso, è dall’ozio che nascono idee e progetti. Ogni tanto la vinco io, la battaglia contro la pigrizia, con il trucco dei 5-10-15 minuti (a seconda di come sto messa …) : mi dico, via solo 5 minuti di questa faccenda, solo 10 di quest’altra, o 15, se proprio sto in forma. E funziona! L’inerzia, la pigrizia, la procrastinazione si annullano con l’azione; finalmente iniziano a prodursi endorfine, quelle relative al movimento, alla gratificazione di un lavoro comunque svolto, all’autostima che sale. E si va a dormire con la soddisfazione di un giorno ben speso.

Terremoto!

Risultati immagini per sisma umbria s. salvatore campi Sto in una zona sismica di prima categoria, dovrei esserci quasi abituata. Dall’84 ad oggi ne ho sentiti diversi, di terremoti. Durante quello del ’97 avevo anche i figli piccoli. Le scosse che hanno devastato Amatrice, Accumoli e Arquata le ho avvertite più che bene, e anche se non ho avuto danni l’ansia che si è generata stava appena cominciando ad affievolirsi. Ci mancavano le scosse di ieri sera, che mi hanno colta nel bel mezzo della preparazione della cena, con un mestolo in una mano e il cellulare nell’altra, mentre chiedevo a uno dei miei figli a che ora sarebbe tornato. In genere, quando va a Roma per le 20,30 è a casa, ieri sono andata io a prenderlo ad una stazione diversa dalla solita e alle 23,30, perchè il treno aveva un ritardo di oltre 60′ e non faceva neanche le solite fermate. Tutto bloccato per verifiche, giusto così, e l’ansia intanto stava diventando angoscia.

Ieri sera, dicevo, lì per lì neanche avevo capito che era una scossa … fuori si sentivano tuoni e si vedevano lampi, per cui inizialmente ho pensato al temporale, quando ho sentito quel rombo cupo che ti fa tremare dentro; ma poi il frigo si muoveva, il lampadario oscillava vistosamente e ho realizzato che no, non era il temporale … fuori i cani del vicinato si sono scatenati: latrati, ululati, un pandemonio. “Urca, è stata forte” abbiamo commentato con l’altro figlio; poi è partito il giro di casa per verificare eventuali crepe o quant’altro …. qualcosina, ma niente di che. La mia casa è un rustico della fine dell’800 ristrutturata a norma antisismica negli anni 90′, quindi sto abbastanza tranquilla … se fosse possibile esserlo in caso di catastrofi naturali imprevedibili! Ok, è andata, mi sono detta … ceniamo, telegiornali “a tutto sisma” con inesattezze geografiche che neanche alle elementari, e l’immancabile Esperto Geologo che ha subito sentenziato che dopo questa scossa intensa era difficile che ce ne sarebbero state altre, dato che quest’area, secondo lui, aveva già “scaricato”. Temo che l’esperto in questione non viva, ahimè, in una zona sismica, se no avrebbe saputo che altre scosse più forti avrebbero potuto capitare, eccome! E difatti … neanche a farlo apposta, seconda scossa più forte della precedente, alle 21,18, un boato, il suolo che si fa “liquido”, i mobili sbattono sui muri, i travi del soffitto che si muovono …. e l’ansia ormai è diventata angoscia, si pensa a chi vive nei luoghi dell’epicentro (io sto a circa venti chilometri in linea d’aria), si spera non ci siano state vittime, feriti, crolli e danni alle abitazioni, alle attività, al patrimonio artistico che qui fa parte di noi e del nostro quotidiano. Ci si telefona, è difficile, la rete non è attiva o il segnale va e viene. Si va a dormire tardi, siamo stati fortunati, stiamo ancora a casa nostra, il sonno è leggero e l’ultimo pensiero va a chi non dormirà a casa sua… e si prega.

“Il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare” ( “I promessi Sposi” – A. Manzoni)

Il CORAGGIO … grande cosa. Che poi non è il non aver paura … ma averla ed agire ugualmente. Qualche anno fa, incontrando dopo tanti anni un ex compagno di scuola, mi colpì una sua affermazione su di me: ” eh, sì, ricordo che tu non avevi mai paura di niente, io invece ero sempre impaurito” … detto da uno che oggi dirige un’azienda vitivinicola di 150 ettari è di certo un bel complimento! Peccato che non era affatto vero … io di paura ne avevo e ne ho sempre avuta, per tante cose, solo che ero molto brava a nasconderla e, soprattutto, a trovare il coraggio dentro di me … coraggio per fare, per dire, per viaggiare.

Ce l’ho ancora, il coraggio dentro … ora, grazie all’età, ben bilanciato da prudenza e riflessione. Non parto più lancia in resta, ma valuto il da farsi e, soprattutto, se ne vale la pena, di affrontare le proprie paure, derivanti da problemi, guai, rischi e quant’altro.

Don Abbondio dice che il coraggio uno non se lo può dare … io dico di sì. Lo trovi, se vuoi.

 

Consigli

Risultati immagini per orti alto adige I consigli possono essere di due tipi, essenzialmente: richiesti e non richiesti. Da qualche anno a questa parte evito di fornire consigli non espressamente richiesti, praticamente su quasi tutto; se mi chiedi direttamente e senza mezzi termini un consiglio, un’opinione, ok, mi dilungo pure sull’argomento. Se no … mi tengo per me qualsiasi considerazione. Non per cattiveria, ma perchè devo essere sicura che effettivamente si vuole il mio consiglio, il mio parere, non si sta semplicemente chiacchierando del più e del meno. Ho avuto negli anni esperienze che mi hanno reso prudente nell’elargire consigli; a volte la gente ti parla di vari problemi, o argomenti, ma solo per sfogarsi o per esporre semplicemente dei concetti e non gli interessa minimamente la tua opinione; poi ci sono quelli che dei consigli fanno un pessimo uso: magari non li capiscono oppure li distorcono, e alla fine mi si ritorce tutto contro, anche la buona fede!

Poi ci sono i consigli che si ignorano volutamente …. le cose che proprio non vuoi vedere, che te le metti da sola le fette di prosciutto sugli occhi!

Mi è capitato tante volte … soprattutto da giovane ero testarda e orgogliosa (l’Orgoglio … il mio peccato più brutto!) e ignoravo volutamente tutto quello che non rientrava nelle mie credenze e nei miei programmi.

Adesso va un pò meglio … la vita mi ha resa un pizzico più umile e valuto molto bene consigli e pareri e spesso ( ma mica sempre …) li seguo.

E l’orto in foto che centra? Bella domanda. Riguarda un consiglio non seguito, naturalmente! Quello in foto potrebbe essere il mio orto, se, dando retta ad un caro amico, avessi evitato di eliminare il cancelletto d’ingresso (ormai fatiscente, ma ancora utile), con il proposito ” tanto lo rifaccio subito” …. magari! Invece il cancello non l’ho rifatto e il mio cavallo ci ha passato l’estate, brucando e calpestando il terreno e facendo diventare quello che era l’orto, un campo di battaglia ….

Uff … vai a rimettere tutto a posto, adesso!

esterno diurno: tramonto sulla scalinata di S. Fortunato a Todi.

Risultati immagini per s. fortunato todi tramonto Ci trovavamo spesso là, sulla scalinata di S. Fortunato a Todi, noi studenti fuori sede dell’Istituto Tecnico Agrario. Provenienti da tutta l’Umbria e da altre regioni, sul finire del pomeriggio, dopo lo studio, il passeggio al Corso ed altre attività, ci siedevamo in gruppetti più o meno numerosi, a parlare, a ridere, a cazzeggiare. Io e Marco spesso da soli, a sviscerare i patemi dell’adolescenza, i dubbi e i sogni sul futuro, a discutere sui “massimi sistemi”. Li ricordo ancora quei pomeriggi, che alla fine terminavano sempre con le solite frasi di Marco: “Ah Marì, scendi dal pero”; “e togliti stà corazza da dosso!”; “seeee … e domenica fa la luna!”.

Ora non cammini più su questa terra, ma sarai sempre con me, almeno nei ricordi, sulla scalinata di S. Fortunato a Todi.

Successi … e successi

Risultati immagini per successo Eh … dipende sempre da che si intende per successo, quali parametri si usano per misurarlo. Io, per la società attuale, superficiale, di apparenza, sono una fallita, una perdente. Per tanti motivi, economici/familiari/lavorativi. Io però sto bene … non ho proprio la serenità del Buddha, ma sto bene con me stessa, ho una buona salute, un tetto sopra la testa, cibo sul tavolo e abiti per coprirmi, un lavoro e qualche familiare e amici che mi vogliono bene. Poi ci sono le piante e gli animali … la mia passione, la mia fortuna.

Di conseguenza i miei successi sono irrisori (o tali appaiono). Per esempio, questa settimana sono ricominciate le lezioni di Tai Chi Chuan, che pratico, fra alti e bassi, da 4 anni. Niente di che … se non fosse che, per una sfida rivolta a me stessa, per tutto il mese di Agosto ho praticato la Forma 37, nonostante lavoro, famiglia, casa e … pigrizia! Il che ha significato che alla prima lezione, invece di sentirmi un sacco di patate, mi sono sentita bene: tonica, flessibile, fluida. E vai …. questo è un successo!!!!

Qualcosa di nuovo da provare

Secondo il Dalai Lama almeno una volta l’anno bisogna andare in un posto nel quale non si è mai stati; io cerco di applicarla anche nel quotidiano e anche ad altre cose. A volte sono cose proprio minimali: una nuova ricetta, un nuovo frutto o alimento, un prodotto beauty. Altre volte cose più impegnative: ad Agosto, per esempio, volevo provare a fare rafting, mi ero anche prenotata e invece c’è stato il terremoto e il tratto del Fiume Corno in Valnerina dove dovevo fare la discesa è a rischio …. per non parlare della strada per arrivarci, chiusa all’altezza di una galleria che ha subito danni. Così per quest’anno forse niente rafting … o forse no, se il meteo migliora forse ci riuscirò … magari a valle, invece che sul Corno (molto suggestivo) sul Nera, sempre bello ma con acque meno veloci. Oppure cambio programma … faccio qualcos’altro. Tiro con l’arco? Un’escursione alle Grotte di Monte Cucco vicino Gubbio? … e perchè no …..

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Accontentarsi ….

daisy A che assomiglia “l’accontentarsi” ? Per me è il senso di gratitudine e contentezza per le piccole cose che si danno per scontate; ne parlano eminenti Psicologi/Psicoanalisti, Guru spirituali, Life Coach più o meno famosi. Facile da dire e raccomandare, ma poi che significa davvero? Hanno ragione i Buddhisti quando predicano la consapevolezza, l’essere presenti; quello è. L’attimo in cui si realizza la meravigliosa sensazione che proviamo quando vediamo il nostro bambino dormire serenamente. L’istante di gioia che ci provoca il nostro cane che ci accoglie festosamente. Lo stupore rasserenante della comparsa dell’arcobaleno dopo un temporale.

Accontentarsi non è la rassegnazione di chi pretenderebbe di più, vorrebbe di più, ma sa che non può ottenerlo e quindi si “accontenta”. No … non è quello. Accontentarsi è la capacità di vedere la bellezza e la ricchezza intrinseca di quello che si ha, che si sente, che si vede, che si gode.

Fosse solo una fragile semplice margherita nel palmo della mano.

Ora et Labora

novacella Mi ritengo fortunata … sono riuscita a visitare l’Abbazia di S. Eutizio a Preci (Norcia) prima, anzi … subito prima, del terremoto. E come sempre sono rimasta colpita dall’essenzialità di certi luoghi di culto, in particolare abbazie ed eremi benedettini, dove la preghiera e la meditazione si devono accompagnare al lavoro … lavoro duro, nei campi, negli orti, nei giardini. La regola benedettina è una sintesi universale di un precetto di vita: se vuoi vivere bene, in armonia con il creato, devi occuparti del tuo spirito e del tuo corpo. Pregare e meditare; lavorare e tenere impegnato il fisico. A ben guardare questa regola, questo precetto, appartiene anche alle filosofie orientali… un esempio, il Soji praticato nei templi buddhisti giapponesi. Il lavoro diviene preghiera, meditazione, esercizio di gratitudine.

E oggi, proprio oggi, vorrei tanto essere nel giardino-orto di un’Abbazia o di un Monastero, nel silenzioso verdeggiare di ortaggi e fiori, faticosamente, abilmente curati dai religiosi. Ed esserne grata.

P.s. nella foto l’Abbazia di Novacella a Bressanone.