Anno Nuovo, Vita Nuova. (sottotitolo: 1 horse, 2 sons, 3 dogs, 4 cats … Oh my!!!)

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Pfui … macchè anno nuovo, macchè vita nuova. Il 1° Gennaio è solo il giorno dopo del 31 dicembre e gennaio 2018 viene conseguentemente a dicembre 2017. I piatti sono da lavare tutti i giorni, tutti i giorni si mangia e bisogna cucinare, e pulire, rassettare, riordinare, andare al lavoro, a fare spesa, guidare l’auto, e di nuovo tornare a casa, cucinare, lavare piatti, fare il bucato, stenderlo, raccoglierlo, stirare, piegare, riporre; e dare il fieno al cavallo e pulire il box, dare da mangiare ai cani, passeggiarli, e pulire, idem per i gatti … e potare, trapiantare e riordinare in giardino, e ripristinare i recinti e depezzare rami e alberi caduti con le intemperie.

“Pochi compiti sono simili alla tortura di Sisifo più del lavoro domestico, con le sue infinite ripetizioni: il pulito diventa sporco, lo sporco viene pulito, più e più volte, giorno dopo giorno.” (Simone de Beauvoir) 

Ed è proprio così, una fatica di Sisifo, che si ripete, giorno dopo giorno. Cosa ci salva dalla frustrazione e dalla follia? La consapevolezza. La capacità di vivere ogni momento come diverso e unico. Di apprezzare piccoli insignificanti particolari: il gatto che mi guarda mentre lavo i piatti; i cani che  corrono gioiosi quando li chiamo e una ha un’orecchietta risvoltata; il cavallo che mi aspetta davanti a casa se ritardo; gli uccellini che già cinguettano alle prime luci dell’alba e quello sfacciato di pettirosso che viene sotto la finestra della cucina incurante dei gatti; il profumo dei panni stesi fuori; e la polenta al sugo, che ho cucinato ieri sera, e oggi mi aspetta a pranzo!

Oh my!!!

Il mio Natale

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Il mio Natale è decorazioni naturali; il mio Natale è caminetto acceso e candele profumate; è svegliarsi prima per preparare i piatti della tradizione.

E’ la gioia di scegliere regali e darli a chi voglio bene. Senza corse, senza sfoggio. Ricordandosi che, a volte, il regalo più grande è la presenza e la disponibilità.

Il mio Natale è sorridere di più, essere più tollerante, più gentile, più generosa.

E’ raccoglimento e riflessione. E’ il Sol Invictus, la vittoria della luce sulle tenebre.

Buon Natale!

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Le meraviglie della natura a volte si possono maggiormente apprezzare proprio in quei particolari che i più non saprebbero nè vedere nè riconoscere. E questa è anche una delle ragioni che a 16 anni mi ha fatto appassionare alle erbe officinali. Giusta è la denominazione che gli davano i monaci nel Medio Evo: semplici. Ed è quello che mi colpì allora; siamo circondati da erbe che possono nutrirci e curarci, crescono tra le crepe dell’asfalto, sul cemento, negli incolti; le calpestiamo, le ignoriamo, non le vediamo neppure. Eppure sono lì, semplici e al tempo stesso ricche di principi di ogni tipo.

E nelle cose semplici, piccole, spesso si trova la felicità o quantomeno la serenità; come dice Raffaele Morelli, le piccole cose cambiano la vita. Ma solo quando ne prendiamo coscienza.

Le piccole cose che cambiano la vita

Un mese di gratitudine: non c’è mai niente di facile.

“Non c’è mai niente di facile”, affermava il personaggio di un famoso ciclo di libri fantasy … e se lo diceva lui, Mago di Primo Ordine, figurati per noi comuni mortali. E difatti questo mese ho avuto tanti motivi per essere grata e per constatare che non c’è mai niente di facile! Tra ricoveri in ospedale di familiari, arrivo in famiglia di nuovi cuccioli di cane, dipartita di un gatto, raccolta delle olive scarsa e ore di luce che diminuiscono sempre di più (e mettono una gran malinconia), ogni giorno è stato un allenamento al mantenimento della positività e della gratitudine. Si può essere grati anche per le avversità? Si può, a patto di mantenere viva la speranza, di collocare ogni evento nel tempo presente, di riuscire a trovare cose positive, di cui essere felici, anche nel turbine degli avvenimenti. Non c’è mai niente di facile, ma essere sereni nei momenti difficili da una gran forza nella vita di tutti i giorni.

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Un mese di gratitudine: libri

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E dico “libri” … non un libro, ma tanti, tanti libri, a cominciare dall’enciclopedia “Il Tesoro” che mi sono letta quasi da cima a fondo … mia madre ci leggeva le favole tratte da quest’enciclopedia, le favole della buona notte, e non appena appresi i rudimenti della lettura, in prima elementare, ho cominciato ad aprire i volumi di quest’enciclopedia alla ricerca delle stesse favole … il capitolo successivo era la mitologia greca … poi venivano i riassunti dei romanzi celebri, poi … e così di questo passo, e aprire un libro, da allora, per me è stato come aprire un portale su un universo parallelo, entrare in un film, dove luoghi e personaggi erano come io li immaginavo. Leggere è ancora per me un’incanto, i miei gusti cambiano con il tempo, gli stati d’animo, le stagioni … ma leggere rimane una costante nella mia vita, mi tira su nei momenti tristi, mi solleva dalla noia e dalla frustrazione, mi fa sognare, riflettere, imparare. Devo principalmente a mia madre la passione per la lettura, lei mi ha sempre incoraggiato e ancora oggi i libri sono un’argomento di conversazione che ci unisce.

Il prossimo libro che leggerò? “Il Club Mefistofele” di Tess Gerritsen, prestatomi da mia madre!download

Un mese di gratitudine: ricordi

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Sono tanti i ricordi a cui potrei appellarmi per celebrare la gratitudine, ma ne scelgo uno che in particolare può descrivere l’essenza stessa di me.

Ero giovane, disoccupata, con tanto tempo a disposizione. Finalmente si era avverato il mio sogno più grande: la mia famiglia si era trasferita in campagna e c’erano gatti, cani e galline e cavalli! La mia grande, grandissima passione! Avevo la possibilità di stare con loro ore intere, andavo a cavallo tutti i giorni, anche due volte al giorno. Eravamo una compagnia assortita, più da campagna inglese che umbra. Io montavo la mia cavallina, e ci accompagnavano, nell’ordine, il suo puledro, tre cani di razza Schnauzer gigante e un barbone medio, per non parlare del gatto, che talvolta si accodava.

Una sera, presa dalla magia di una splendida luna piena, decisi di uscire a fare una passeggiata al chiar di luna.  E fu uno dei più bei momenti della mia vita.

Un mese di gratitudine: armonia

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Sono grata per l’armonia; armonia di suoni, profumi, elementi. Che sia il vento che oggi fa frusciare i pini o le “Quattro Stagioni” di Vivaldi. L’odore del mare o “Cabochard” (Gres – Paris). Le Dolomiti o i Fori Imperiali. Armonia è sia esteriore che interiore; può essere una cosa che vediamo, sentiamo e che ci fa stare bene, oppure siamo noi che siamo in armonia con noi stessi, con il nostro stile di vita, le nostre sensazioni. L’armonia va cercata e amorevolmente accudita, ripristinata laddove si sia persa. L’armonia si può riportare nel nostro piccolo universo interiore con una ricetta antichissima e comune alle grandi filosofie e religioni: meditazione e preghiera. L’armonia si può riportare, nel nostro vivere quotidiano, con azioni minute: un sorriso ad uno sconosciuto, un atto di gentilezza inatteso, fare ordine e pulizia dove c’è caos e sporco; basta poco, basta non gettare una carta per terra o un mozzicone di sigaretta, lasciare pulito il bagno di cui si è appena fruito, non prendere ciò che non ci appartiene, fare ogni cosa con l’onestà che vorremmo fosse riservata a noi. Semplice, no?

Un mese di gratitudine: azzurro

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I colori mi piacciono tutti, adesso poi l’autunno mi regala lo sfolgorio degli arancio, giallo, porpora, rosso … ma il colore di cui sono più grata però è l’azzurro, colore del cielo e del mare. Dall’acquamarina di trasparenti acque cristalline al cobalto del mare profondo e di certi bei fiori, come lo Sperone di Cavaliere,

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Consolida regalis, o l’azzurro limpido della Cicoria (Cichorium intybus). E di turchese mi piace spesso vestirmi, sia d’estate che d’inverno, basta un capo o un accessorio per esaudire il mio desiderio di “azzurro”. Il Turchese in particolare  mi fa stare bene: indosso frequentemente anelli, orecchini o collane con Turchesi e non è un caso, se vogliamo. La Turchese, secondo la Cristalloterapia, appartiene agli elementi sia di Terra che di Aria, ed esercita influenza sulla stabilità e il benessere, sulla comunicazione e sull’intelletto. E’ la pietra e il colore associati al V° Chakra, Vishudda, la gola, responsabile della comunicazione fra il materiale e lo spirituale, fra cielo e terra, fra il corpo e lo spirito. Per i Navajos rappresenta l’incarnazione degli spiriti  del mare e del cielo, ed assicura successo nella caccia, salute e prosperità.

Nei trattamenti di Cristalloterapia viene utilizzata per depurare, disintossicare e  tonificare, e come aiuto e prevenzione nelle patologie legate all’apparato respiratorio, soprattutto della gola; per quanto riguarda la sfera psicologica è utile in caso di stanchezza e depressione, introversione e incapacità o riluttanza a comunicare, ad esprimere emozioni o sentimenti.

“Non mi stanco mai di un cielo azzurro.” (Vincent van Gogh)

“Il mare è tutto azzurro. Il mare è tutto calmo. Nel cuore è quasi un urlo di gioia. E tutto è calmo.” (Sandro Penna)

 

Un mese di gratitudine: tecnologia

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Se c’è una cosa di cui sono grata al progresso tecnologico è la LAVATRICE! Un’amica; un’amica che c’è nel momento del bisogno, che nel mio caso (con due figli) è giornaliero! Perchè io me li ricordo, i tempi in cui nelle campagne ancora si lavava alla fonte pubblica. Anzi, per la verità, da piccola mi è anche capitato di accompagnare alcune zie a lavare i panni alla fonte. Si partiva con la tinozza o la carriola piena di biancheria, portandosi anche spazzola di saggina e sapone da bucato, il Marsiglia, un bel blocco bianco o giallo, a seconda della marca o del tipo. Già ci si faceva una bella camminata, perchè la fonte era vicina al paese ma non certo sotto casa, poi arrivate sul posto si immergevano i panni in una delle vasche piene di acqua, sempre gelida, poi si tiravano su, e si iniziava ad insaponare, strofinare, spazzolare; e si ri-immergevano nell’acqua, e giù di nuovo a insaponare, strofinare e spazzolare. Poi si sciacquavano nella vasca apposita ed infine si strizzavano, e per le lenzuola e i jeans ci volevano almeno due persone! Infine si ritornava a casa, con le mani rosse, intirizzite e doloranti, si stendevano i panni sui fili fuori, ad asciugarsi. E c’era una tecnica anche per stendere, in modo che non venissero troppe grinze, perchè mica c’erano i ferri a vapore con caldaia all’epoca!

Grazie amica Lavatrice e rispetto per il tuo inventore!

Un mese di gratitudine

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La gratitudine è uno dei sentimenti più importanti che si possono sperimentare: più importante dell’amore, se vogliamo, perchè la gratitudine è la forma superiore dell’amore stesso. Gli Americani ci hanno anche costruito una festa intorno, il Thanksgiving Day, che ha le sue radici nel primo inverno dei coloni inglesi sul suolo americano … inverno che non sarebbe stato superato senza l’aiuto dei nativi americani che offrirono ai coloni parte delle loro riserve alimentari per sopravvivere al duro inverno … poi gli stessi coloni scordarono evidentemente tutto e offrirono ai nativi una vita in riserva! Ma questa è un’altra storia.

Io non sono americana, ma questa cosa del Giorno del Ringraziamento e della gratitudine in genere mi piace parecchio e cerco di praticarla ogni volta che posso, perchè mi fa stare meglio con me stessa e con gli altri, in armonia con l’universo.

Ho deciso quindi di condividere il mio Mese della Gratitudine. Vabbè, sono già un pò in ritardo … i puntigliosi mi perdoneranno … spero!

Ogni giorno scriverò un qualcosa di cui sono grata; oggi è il “profumo dell’olio nuovo” ! Ho finito da poco di raccogliere le olive e portandole in frantoio sono stata sommersa dal quel profumo intenso, fruttato, un pò acre che a volte ti prende “la gola” … e l’odore del pane tostato, dell’aglio strofinato sopra e infine il giallo oro-verde dell’olio nuovo, la bruschetta vera, mangiata calda lì per lì e il senso di gratitudine per questi sapori e odori ….