Meditazione sul nuovo anno

Eccoci … 2019. In genere si fanno propositi, quelli buoni, salutari, farò la dieta (ma neanche per niente), farò più sport (ne faccio abbastanza nella vita di tutti i giorni), spenderò di meno (sì, fammi tirare di più la cinghia, che ancora non basta), sarò più buona (in un mondo come questo … è un invito a farsi passare sopra con la ruspa). No, no. Niente buoni propositi; a parte uno: vivere più intensamente la quotidianità. E ci sta tutto, dentro. Significa essere felici per le sciocchezze che ci capitano tutti i giorni, sorridere di più, a tutti. Far passare avanti la signora dietro di me alla cassa, perchè mi sono accorta di lei e del fatto che ha un bambino in braccio e in mano la spesa. Cogliere nell’aria un profumo, fuggevole. Sentire il proprio respiro e il cuore che batte mentre si affronta una salita. Ascoltare mio figlio, mia madre e persino la conoscente lamentosa. Compiacersi della fatica che si fa per un lavoro ben fatto e godersi il risultato. Sostare in fila al semaforo e osservare due ragazzini che tornano da scuola e ridono allegri, e sentirsi felice con loro.

2019,  sei costituito da 365 giorni e io li voglio vivere il più possibile.

Iniziamo a potare?

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E perchè no? Almeno non si arriva a Marzo trafelati con ancora una caterva di piante da potare! Naturalmente è bene fare qualche distinzione; le specie caducifoglie possono essere potate ora, soprattutto se hanno già perso almeno il 70% del fogliame. Per le specie sempreverdi, aghifoglie e non, è meglio aspettare l’inizio della primavera. Questo è valido soprattutto per le sempreverdi dell’habitat mediterraneo: Olivo, Leccio, Alloro, Rosmarino e Lavanda, per citarne alcune, in quanto soffrirebbero molto in caso di un evento freddo come lo scorso Febbraio/Marzo, quando il Burian ha imperversato in Italia, e si è verificato il disseccamento per effetto del gelo di molti olivi, incautamente già potati. Quindi rivolgiamo le nostre attenzioni agli alberi da frutto, agli arbusti come Rose e Fior d’Angelo (Philadelphus virginalis), ad esempio, ma evitiamo di potare tutti quegli alberi e gli arbusti che fioriscono precocemente in primavera: potare ora, o anche a marzo, l’Albero di Giuda (Cercis siliquastrum), la Forsizia, la Spirea, tra gli altri, significherebbe tagliare proprio quei rami che fiorirebbero a Marzo/Aprile, e quindi perdersi il meglio dello spettacolo! Se proprio necessitano di un ridimensionamento meglio tagliare a Luglio/Agosto, quando le piante, pur essendo in vegetazione, hanno ritmi molto lenti a causa del caldo. In questo modo non si pregiudicano le fioriture primaverili e non si danneggiano le piante. Va ricordato inoltre che i tagli vanno sempre praticati in prossimità di una gemma o un rametto vegetante, in modo da consentire il tiraggio della linfa e un più rapido processo di cicatrizzazione. La pianta così potata mantiene inoltre un aspetto molto più naturale, in aderenza al principio che “la potatura migliore è quella che non si vede”.

A little bit of Halloween

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Più o meno quando i miei figli avevano 8-10 anni anche qui in Centro Italia ha cominciato a prendere piede la tradizione anglo-sassone di Halloween, per noi Ognissanti. All’inizio la consideravo una forzatura, una nuova “festa” all’insegna del consumismo, buona solo per aumentare i proventi di commercianti e odontoiatri. E’ ancora così, ovviamente … a noi popoli mediterranei non ci appartiene, in verità. Però nel tempo ho imparato ad apprezzare questa “festa” acquisita, non tanto per l’aspetto consumistico e dolciario (oddio … caramelle gommose e cioccolatini mi piacciono tanto …), quanto invece perchè viene a rallegrare un periodo dell’anno nel quale le ombre si allungano sempre di più, di sole ce ne è sempre meno ed è anche un periodo un pò smorto. E poi mi piacciono le decorazioni! Quelle americane sono imbattibili: streghe davanti a calderoni, teschi, scheletri e finti cimiteri, zucche di ogni tipo e forma, pipistrelli e fantasmi, sia fuori che dentro le abitazioni! Possono sembrare ridicolaggini. Tutto il fenomeno, sfuggito di mano, prende avvio dalla leggenda di Jack ‘o lantern e dalla festa celtica di Samhain, il momento in cui il velo tra vivi e morti si assottiglia … e per esorcizzare paure ancestrali, e l’oscurità incombente dell’inverno, è iniziata questa manifestazione.

Nel mio piccolo festeggio Samhain con decorazioni a tema, zucche in primis, e un menu speciale, che cambia di anno in anno, ma con la zucca sempre protagonista.

Quando i figli erano piccoli preparavo una colazione a tema, con Sangue di Alieno (succo di frutta), Toasts Fantasmagorici (toasts imburrati a forma di fantasma) e Dita di Strega (pasta sfoglia arrotolata con fettine di mela dentro); a cena c’era Crema di Goblin (vellutata di zucca), Braciole di Troll (braciole di maiale alla griglia) e Purea di Cervello di Mostro (purea di patate viola “Vitelotte noir” da me coltivate).

Quest’anno le mie decorazioni sono consistite nell’esporre la tegola decorata a decoupage, il portacandela in terracotta a forma di zucchetta, e un vaso nel quale ci sono rami di olmo secchi spruzzati di vernice nera, ai quali sono appesi cartoncini neri, bianchi o arancio a forma di strega sulla scopa, pipistrelli, fantasmi e zucche.

Il menu della cena prevede un classico risotto alla zucca, stinco di maiale affumicato e purea di patate … non viola, purtroppo … quest’anno non ho le “Vitelotte noir” !

Ottobre

Una volta, quando ero piccola io, il vero inizio di tutto era ottobre: ricominciava la scuola ed erano finite le vacanze estive! E mi è rimasta questa cosa di pensare a Settembre come ancora “estate”, mentre ad Ottobre non ci sono più scuse: si lavora sul serio! In genere ad Ottobre mi viene la smania di stare fuori e fare pulizie, manutenzioni, trapianti e rinvasi. Una sorta di frenesia, più che altro dettata dal fatto che, con le temperature più fresche, si ha più energia. Decespugliatore con lama elicoidale e decespugliatore multi-funzione sono pronti e scalpitano per sottomettere rovi invadenti e ginestre prepotenti. Zappa e piccone in prima linea per scavare buche e per lavorare la terra delle aiuole. Forbici ben affilate per eliminare le sfioriture delle piante stagionali. Scopa metallica e rastrello sempre a portata di mano per arginare foglie già in caduta.

E’ tutto fitness!images

Brume

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Il momento in cui l’estate si tramuta in autunno lo capisci quando esci di casa la mattina e nella valle aleggiano le brume, ed i campi sono coperti di rugiada spessa e scintillante.

Farfalle

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Dove abito io, collina umbra a 450 mt. s.l.m., tra boschi misti, oliveti e prati, di farfalle ce ne sono tante. Intorno non si pratica agricoltura intensiva, e io, per parte mia, ho cercato di aumentare la bio diversità rispettando le specie spontanee presenti, e piantando aromatiche, arbusti e alberi … ho persino trapiantato esemplari di Ortica, che non erano presenti! E sono stata premiata: la Vanessa atalanta è un regalo di quest’anno! Quest’anno è la prima volta che la vedo e ne sono stata felice! Presenze che non mancano tutti gli anni sono la Papilio machaon, 456266_m

l’Amata phegea, la Pieris brassicae, images

la Melanargia galathea farfalla_galatea

… e sono solo alcune, le più comuni, se vogliamo. Le farfalle sono amiche che tengono compagnia mentre si lavora in giardino sotto il sole …

Profumo d’Estate

I profumi si ancorano dentro di noi e in un secondo ci riportano alla mente situazioni, persone, luoghi. Ricordi che si credevano perduti riaffiorano sull’onda di un’essenza, ed effluvi odorosi, come portali spazio-temporali, ci trasportano altrove.

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Per me l’odore aromatico del Pino d’Aleppo è indissolubilmente collegato a Vrsar, Orsera in italiano, cittadina turistica della Croazia, un villaggio di pescatori posto in un’insenatura costellata di scogli, piccole isolette rocciose e Pini d’Aleppo. Ci sono andata diverse volte in passato, in vacanza; alcune volte, belle vacanze, con ricordi piacevoli. Altre, meno belle, più faticose. Ma quando, in qualsiasi posto, in qualsiasi momento, mi arriva l’aroma di pino mi ritrovo a Vrsar, davanti al mare …

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Il profumo di Cipresso invece appartiene all’Alhambra di Granada; una vacanza di tanti anni fa, un caldo terribile, un’ora e più di fila all’ingresso sotto il sole, alle 13 del giorno, una brutta discussione con il mio compagno di viaggio, e la testardaggine di voler visitare quel posto splendido ad ogni costo. E così è stato, nonostante il caldo, un panino mangiato al volo e la fatica. In premio, la vista meravigliosa della Sierra Nevada con le cime imbiancate dalla neve, il mormorio delle tante fontane e vasche e ruscelli, gli splendidi giardini e il profumo, fortissimo, della resina di Cipresso. Da allora, il profumo di Cipresso mi porta a Granada, anche se sto in un piccolo cimitero in Italia!

Helichrysum italicum (Roth) G. - Don

L’Elicriso … il fiore che sa di curry; in realtà a questo proposito ci sono due diverse percezioni sensoriali: ad alcuni l’odore dell’Elicriso ricorda la Liquirizia, a me personalmente sembra curry, la miscela di spezie indiane usata per condire piatti a base di carne e riso. A me l’odore del curry, e dell’Elicriso, piace tantissimo, è inebriante! Il profumo dell’Elicriso diventa più intenso dopo un temporale estivo; apri la finestra per far entrare l’aria fresca e arriva un’onda di profumo speziata, che ti avvolge come un abbraccio! Dove abito io l’Elicriso è spontaneo e si diffonde naturalmente, diventando quasi infestante … ma non riesco nè a tagliarlo nè ad estirparlo …. mi piace troppo … è il profumo di casa!

caldo, afa, variabilità: voja de lavorà saltame adosso!

“Voja de lavorà saltame adosso, lavora tu che io non posso” .

Detto comune in tante parti d’Italia, ognuno lo dice e lo scrive secondo i propri canoni dialettali. Ma insomma tra caldo, afa, variabilità atmosferica e la mia fisiologica pressione bassa, alcune giornate sono faticosissime, anche solo a sopravvivere facendo il minimo indispensabile! Vabbè, mettiamoci pure un tanto al chilo di pigrizia, che ci sta bene! Ci sono giorni che mi trascino dalla poltrona, dove bivacco in compagnia di qualche libro (più come giustificazione, che per reale voglia di leggere …) ad una delle  sedie della cucina, con l’intento dichiarato di cucinare, con il proposito di rincitrullirmi davanti alla tele, in verità. Arrivo a sera con una sensazione di sollievo, perchè la giornata volge al termine, ma con un forte (e assurdo, se vogliamo) senso di colpa: per tutte le cose che avrei dovuto e voluto fare e che invece non ho fatto, per incapacità di vincere l’inerzia e il disagio che generano caldo e afa. Le faccende non fatte e/o lasciate in sospeso si accumulano, per alcune si fa sempre in tempo a riprenderle e a concluderle, altre invece andavano espletate in un preciso momento per questioni di tempistica o situazione stagionale/meteorologica e quindi sono ormai da archiviare … e sotto con ancora più sensi di colpa e quella sensazione strisciante di fallimento personale. E’ carenza di auto-disciplina, mi dico; lo so, la mia auto-disciplina va ad alti e bassi, in certi periodi, fortissima, e allora spiano le montagne, in altri ai minimi, e già alzarsi, respirare, vestirsi e fare alcune semplici routines giornaliere è il massimo. Alle volte però riesco a farmi forza, a scrollarmi di dosso il peso dell’inattività, a vincere l’inerzia; ci riesco tramite micro-azioni. Non brandendo con piglio deciso un forcone e lanciandomi alle 3 del pomeriggio a pulire il box del cavallo (!!!!), ma tirandomi su dalla poltrona come se portassi un sacco da 25 kg. di cemento sulle spalle, e, raggiunta la posizione eretta, praticando almeno una volta la Forma di Tai chi chuan; dà energia e aumenta in modo consistente l’autostima! Oppure compiendo una minuscola azione: stendere i panni ad asciugare ( è poco faticoso, e il profumo del bucato dà piacere), caricare la lavatrice per un’altro bucato, annaffiare qualche vaso (se è l’ora giusta … non certo alle 2 del pomeriggio!), estirpare qualche infestante (poche …), riempire la ciotola dell’acqua per i cani e i gatti, rimettere a posto qualche oggetto in giro per casa (libri, cianfrusaglie … ce ne sono sempre), spolverare una stanza (con il piumino si fa subito ed è gratificante vedere le superfici libere dalla polvere, anche se è poca), pulire i riquadri della porta a vetri … cose che si fanno con poco sforzo, pochi minuti e danno soddisfazione per il risultato ottenuto. E da cosa nasce cosa …

Risultati immagini per pigrizia

Cose da provare

Di cose da provare ce ne sono tante, ovvio. Qui mi dilungherò su quelle che voglio provare a fare nel corso dell’estate.Keep your horse's stall fly-free! Partially fill a large, clear plastic bag with water. Drop a penny in the bag, then seal the bag. Poke a hole through each of the top corners of the bag, feed a piec

  1. La “busta respingi-mosche” … non ho assolutamente idea di come possa funzionare o, addirittura SE possa funzionare … però la voglio provare! E poi è di quelle cose che non costano nulla, se non 15 minuti di tempo, una busta di plastica chiudibile, qualche centesimo di rame e un pò d’acqua. La appendo in stalla e vediamo come va …

 

We made a bird feeder using a Pringles can, three plastic spoons, ribbon, and hot glue.

2. La mangiatoia per uccellini con i tubi delle patatine; me ne sono messi da parte due … più che altro per vedere se poi gli amici pennuti ci vanno davvero a mangiare lì!

 

It's Worth A Try!! A few different recipes for making homemade weed killer with everyday products that you already have in your home.

3. …. E vai, fosse mai che risolvo qualche problemino di infestazione da erbacee intorno a casa?  La ricetta prevede di unire mezza tazza di sapone per i piatti (funziona da adesivante), 1/4 di tazza di sale e circa 4 litri di aceto bianco. Ovviamente non potrò usarlo dove sono piante che intendo salvaguardare, questo è un prodotto non selettivo. Ma per eliminare infestanti da aree che voglio mettere a coltura la prossima stagione (penso ad una parte dell’orto, o ad un’aiuola da sistemare), o sulla pavimentazione intorno a casa … chissà, magari aiuta …

Solstizio d’estate

L'immagine può contenere: pianta e spazio all'aperto

Estate, proprio proprio, non sembra; nuvole, piovaschi e temporali, temperature tendenti al ribasso.

Ma il Sole e la natura fanno lo stesso il loro corso.

Ma se estate non è dal punto di vista meteorologico, può sempre diventarlo dentro di noi: possiamo viverla interiormente, questa estate riottosa a manifestarsi secondo i canoni consueti.

Intanto, per rendere onore alla tradizione, sia pagana che religiosa, si può preparare l’Acqua di S. Giovanni e l’Olio di Iperico. I giorni migliori vanno da oggi (Solstizio astronomico) al 24 Giugno (S. Giovanni Battista). Poi il Nocino, liquore a base di noci non mature. Le ricette si possono trovare in Internet a iosa, ma io fornisco le mie, imparate da anziane donne di campagna e a loro tramandate dalle antenate.

ACQUA di S. GIOVANNI

raccogliere alcuni esemplari delle seguenti piante (preferibilmente fiori): Iperico, Rosmarino, Salvia, Timo, Erba di S. Pietro, Lavanda, Ambretta, Camomilla, Occhio di Bue, Melissa, Malva, Mentuccia, Menta, Artemisia, Ruta, Rosa, Ginestra, Caprifoglio. Si possono aggiungere anche altri fiori da giardino.

Mettere tutto in un bacile o una ciotola ed esporre fuori durante la notte.

Al mattino usare l’acqua per lavarsi il viso, le mani, il corpo; poi aspergere con l’acqua l’interno e l’esterno di casa, il giardino, l’orto, il pollaio, la stalla, usando un rametto di Iperico. Con l’acqua che avanza innaffiare le piante ed aspergere gli animali domestici.

OLIO di IPERICO

In un barattolo di vetro (con coperchio) mettere tante sommità fiorite di Iperico quante ne può contenere finchè sia pieno ma evitando di comprimere le erbe; aggiungere olio extravergine di oliva a colmare. Agitare affinchè fuoriesca l’aria e chiudere con il coperchio. Esporre al sole su un davanzale di finestra, o comunque un posto riparato,  per 30 giorni. Al termine filtrare, spremere bene le erbe, colare l’olio in bottigliette di vetro scuro con tappo contagocce e conservare in luogo fresco e scuro.

NOCINO

Ingredienti: 24 noci verdi, 1 lt. alcool a 95°, 6 chiodi di garofano, 1 stecca di cannella, la buccia di 3 limoni bio, 1/2 lt. acqua, 500 gr. zucchero.

Indossando dei guanti per non macchiarsi le mani, lavare e asciugare le noci, poi tagliarle in 4 parti e metterle in un vaso dall’apertura ampia. Aggiungere la cannella, i chiodi di garofano e le bucce di limone. Riempire il vaso con l’alcool e mettere tutto a macerare per 45 giorni, alla luce del sole, su un davanzale, agitando di tanto in tanto. Al termine del periodo si prepara lo sciroppo: si fa sciogliere lo zucchero in acqua a calore basso, poi si filtra il macerato e si aggiunge lo sciroppo intiepidito, si mescola delicatamente il tutto e si imbottiglia. Si conserva in un luogo fresco e scuro ed è pronto per essere consumato, secondo la tradizione, per Natale.

(nella foto: Papilio machaon su Lavanda nel mio giardino)